La storia di Russ, il cane smarrito da quattro mesi sopravvissuto agli incendi e ritrovato vivo immerso nella neve

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quando Ricardo Rodriguez è stato sfollato per salvarsi dall’incendio di Caldor a inizio di settembre, non era sicuro che avrebbe rivisto il suo cane. L’uomo era in campeggio nella zona di Lake Tahoe con quattro suoi amici e Russ, il suo incrocio di Pit Bull di tre anni.

Il cane era scappato a fine di agosto dopo che qualcuno lo aveva spaventato. Rodriguez e i suoi amici hanno passato ore a cercarlo e hanno chiamato tutti i rifugi locali per denunciarne la scomparsa. Ma nel frattempo l’incendio di Caldor è avanzato impetuoso anche in quella zona e così le autorità del posto hanno chiesto a tutti di allontanarsi. E Rodriguez ha dovuto lasciare il suo Russ a chissà quale destino.

«Dopo mesi senza notizie, pensavo che fosse in buone mani con un altro proprietario – ha raccontato l’uomo alla Cnn – , speravo che un giorno sarebbe tornato».

E quella speranza è stata premiata il 16 dicembre scorso quando quando uno sciatore vicino a Twin Peaks, situato a ovest di South Lake Tahoe, ha notato un cane rannicchiato nella neve vicino a un albero.

La sua presenza è stata segnalata ad alcune organizzazioni animaliste locali che si impegnano a cercare e salvare animali smarriti o scomparsi. «Non abbiamo esitato un attimo – dice Leona Allen, una delle operatrici intervenute della Tahoe Paws – . Avevamo una sola possibilità, o lo prendevamo o non ce l’avrebbe fatta a superare la notte».

Nella missione di salvataggio si è unita un’altra donna e l’agente Shumaker, che ha fornito loro una slitta. Le due donne hanno iniziato il viaggio salendo per la ripida collina innevata a temperature sotto lo zero e finalmente sono arrivate sul posto: «In una fossa ai piedi di un abete c’era una massa scura – racconta Allen – . Pensavo fosse lui, ma non si è mosso».

Ma sentendosi chiamare, Russ ha alzato la testa e ha aperto gli occhi che hanno brillato.

A quel punto le due hanno dovuto capire come salvarlo in sicurezza: ovviamente il cane era molto spaventato e ha anche ringhiato loro, ma più per paura che per aggressività.

Aiutandosi anche con qualche dolcetto Allen è riuscita ad avvicinarlo: «Ho preso la mia mano e l’ho messa sotto il suo mento, e lui ci ha immediatamente appoggiato la testa sulla mia mano» spiega la donna.

Avvolto nelle coperte, il cane è stato caricato sulla motoslitta e, molto lentamente, le due donne si sono dirette verso un veterinario: incredibilmente, nonostante gli incendi e il freddo dell’inverno, Russ è risultato in piena salute.

«I cani entrano in modalità sopravvivenza – racconta il veterinario alla Cnn – . Sono super forti e super intelligenti… è come se un interruttore della luce si spegnesse nel loro cervello e si attivasse la modalità sopravvivenza».

Russ è rimasto al rifugio per alcuni giorni mentre con il microchip hanno cercato il suo proprietario e finalmente a fine dicembre Rodríguez è stato rintracciato e Russ finalmente è potuto tornare a casa sane e salvo.

il cane il mio amico

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